Il gioco di specchi della famiglia nel bosco
Perché se ne parla ancora? Perché accende così tanto il dibattito? Oltre le strumentalizzazioni politiche, la storia dei coniugi Birmingham-Trevaillon e dei tre figli analizzata da una pedagogista
Della “famiglia nel bosco” hanno parlato tutti. Da Matteo Salvini a Giorgia Meloni fino a Romina Power, che sui social ha pubblicato vecchie fotografie per rivendicare una sorta di parentela ideale con la scelta di vita dei coniugi Birmingham-Trevaillon. Chissà se anche Albano e Romina vivevano in Salento con il bagno a secco, senza elettricità né acqua e lasciando i figli semi analfabeti. Perché così viveva invece la famiglia nel bosco, in Abruzzo, poco fuori da Chieti, in un casolare insieme ai loro tre figli. Un'intossicazione da funghi, raccolti nei boschi, porta al pronto soccorso l’intera famiglia e da lì partono i controlli dei servizi sociali per indagare le condizioni di vita dei minori.
In pochi mesi una storia che solitamente resta confinata dentro le relazioni dei servizi territoriali o nei fascicoli dei tribunali diventa così pubblica e si trasforma prima in notizia, poi in dibattito, infine in materia da tifo. Perché?






